Aspirato, carbonio e 9.000 giri/min: quando la passione per la meccanica incontra la pista senza compromessi.

Quando la passione per la meccanica si fonde con la ricerca del limite, c’è un solo nome che mette d’accordo tutti: Porsche 911 GT3. Non parliamo semplicemente di un’automobile, ma di uno strumento di precisione chirurgica. Un motore boxer 4.0 litri aspirato capace di urlare fino a 9.000 giri/min, abbinato a un pacchetto aerodinamico da pista pura. La massima espressione dell’ossessione per il dettaglio, proprio come piace a noi in officina.

1. Il battesimo a Cervesina: 991 GT3 RS

Il primo approccio fu fantastico. Chiamai quei team che promuovono le solite uscite da 1-2 giri con i coupon regalo. Quando mi chiesero: “Che pacchetto vuole? 1, 2 o 3 giri?”, la mia risposta fu immediata:

“Non avete capito: io voglio PROVARE la macchina, mica scaldare il sedile per 2 minuti! Datemi un pacchetto da almeno mezz’ora!”

Ci accordammo per suddividere il turno in due sessioni da 8 giri. Il giorno fatidico, durante il briefing prima di salire in auto, l’istruttore mi chiese perché avessi scelto proprio quella tra Lamborghini e Ferrari a disposizione. La mia risposta:

“Perché questa è una vera macchina da corsa, quelle sono ciofeche da riccastri in cerca di visibilità!”

Adrenalina a mille. Già dopo il primo giro l’istruttore, un po’ stupito dal passo, mi disse: “Beh, forse è meglio fare 4 sessioni da 4 giri… in un solo giro hai già mandato le gomme oltre la pressione consigliata, dobbiamo preservare la macchina!”. E così fu.

2. Il salto nella follia: 992 GT3 Cup

L’anno successivo decisi di alzare l’asticella e provare una vera auto da gara: la 992 GT3 Cup.

Arrivato in pista a Cervesina, un paio di ingegneri stavano scalando la vettura sui cavalletti. Notai subito i cerchi di ridotto diametro rispetto alla versione stradale: la macchina appariva quasi buffa con quei cerchietti da 18 e la spalla dello slick spessa simile a quella di una Panda 750!

L’accesso nell’abitacolo è una conquista per via del roll-bar completo. Una volta dentro, il meccanico mi allaccia le cinture a 6 punti (impossibile farlo da soli dato lo spazio esiguo) ed anche la presenza il collare HANS non aiuti di certo.

  • “Occhio alla frizione” mi fa l’istruttore… tempo zero e faccio spegnere la macchina! Frizione durissima con una corsa pressoché inesistente. Il cambio sequenziale innesta con una violenza inaudita, l’interno è rovente e il rumore nell’abitacolo è immenso.
  • “Punta il gas, altrimenti la macchina va a colpi e vomitiamo!”. Niente andature soft: i settaggi di queste vetture sono o tutto o niente.

Primi giri d’assaggio e poi giù il gas a tavoletta. Macchina pazzesca! Senza servosterzo, ma la sensazione di guida è devastante: sterzi e la macchina ha già fatto la curva (specialmente per chi come me guida un Doblò Cargo tutti i santi giorni!). Nei primi giri il rischio di finire troppo stretto sull’erba all’interno della curva è tangibile.

Ma la vera rivelazione è la frenata senza servofreno: Pestare a oltre 230 km/h a 80 metri dalla curva richiede uno sforzo fisico e mentale pazzesco. Per caricare l’avantreno e far lavorare l’aerodinamica serve una pestata alla morte sul pedale (credo oltre 100 kg di pressione), per poi alleggerire progressivamente fino al punto di corda. Viceversa la macchina non gira, va dritta!

Dopo 20 minuti ero distrutto, ma felice come un bambino. Un altro pianeta rispetto a qualsiasi stradale.

3. Franciacorta: Il Centro Porsche Italia e la 992 GT3

Su consiglio di un amico (“Con la metà dei soldi ti fanno girare tre volte tanto!”), quest’anno mi sono recato al Centro Porsche Italia di Franciacorta.

I turni durano circa 2 ore e mezza, con ben 1 ora e mezza effettiva tra pista vera e propria, birilli e test dinamici. In pratica nasce come presentazione delle vetture per i potenziali clienti (non è il mio caso… almeno per ora!).

In attesa dell’uscita della nuova GT3 RS, ho provato la 992 GT3 stradale. Grande divertimento! Unico neo: le prove di drifting sull’anello bagnato. Con una macchina del genere sono quasi sprecate… per quelle ci si divertirebbe di più con una vecchia Simca a motore posteriore!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *