RESTAURI ULTIMATI

In queste pagine, avrete modo di visionare tutti i miei lavori di restauro. La mia passione è nata molto tempo fa, sono passati ormai oltre vent’anni dal primo restauro che feci. A quel primo intervento ne seguirono molti altri e, benché non mi dispiacerebbe continuare ancora, oggi l’impresa è diventata sempre più ardua, oserei dire, una ‘mission impossible’! Nel corso degli anni, molte persone si sono avvicinate a questo settore attratte dall’illusione di un guadagno facile. Tuttavia, se si considerassero attentamente le spese, il tempo, le notti insonni, i chilometri percorsi e le ingenti somme investite, ci si renderebbe conto che, nella maggior parte dei casi, lo sforzo economico e personale supera di gran lunga il valore del mezzo restaurato. Desidero inoltre sottolineare che vi è una sostanziale differenza tra il restaurare una moto per la vendita e il farlo per un utilizzo personale. Ponetevi questa domanda: sareste disposti a salire su una moto riparata approssimativamente? Avendo avuto il privilegio di utilizzare le mie amate moto restaurate, credo che la risposta sia scontata.

Yamaha RD 350 LC 1982: Un sogno lungo trent’anni

Questa moto rappresenta un sogno che inseguo da trent’anni. Finalmente eccola qui: bellissima e conservata come una diva.

Nonostante i 27.000 km all’attivo, la moto risulta pressoché perfetta, sia nella ciclistica che nel motore. Per pura pignoleria, ho fatto sverniciare gli scarichi ad alta temperatura: l’intento primario era quello di ripulirne l’interno dalle morchie accumulate nel tempo. Successivamente, li ho fatti riverniciare a polvere, riservando lo stesso trattamento al manubrio e alle leve.

Manca poco alla reimmatricolazione e l’attesa si fa sentire. Sentirla girare è, ancora oggi, un’emozione immensa.

Suzuki RM 80 (2000): Piccola Cubatura, Fascino Infinito

Questa moto, nonostante la ridotta cubatura, esercita un fascino incredibile. C’è chi pensa che il divertimento sia solo nei grossi “cinquoni” da 500cc, ma io credo che chiunque sottovaluti questa piccola peste gialla commetta un errore imperdonabile. Un giorno vi spiegherò nel dettaglio il perché di questa mia attrazione fatale; per adesso, mi limito a dirvi che sento il bisogno di vederla splendere di nuovo nel mio garage.

Il desiderio del restauro

Nonostante gli anni passino, vorrei che questo RM 80 tornasse a urlare come se fosse appena uscito dalla cassa nel 2000. Sebbene il tempo abbia segnato le plastiche e opacizzato i carter, desidero che ogni singola vite (proprio come quelle Bolt che abbiamo visto!) rifletta la luce come fosse nuova. Non importa quanto lavoro ci sia dietro: vorrei che chi la guardasse potesse percepire la cattiveria di quel piccolo propulsore a disco rotante.


📦 BOX TECNICO: Perché la RM 80 è una “Scuola di Vita”

Se pensate che sia solo una moto per ragazzini, siete fuori strada. Ecco alcuni punti che spero vi facciano ricredere:

  • Erogazione: È un motore che pretende di essere tenuto “impiccato”. Vorrei che ogni pilota provasse almeno una volta la sensazione di un’entrata in coppia così appuntita.
  • Ciclistica: Leggera come una piuma, ma nervosa. Bisogna che il pilota sappia esattamente cosa stia facendo, altrimenti la piccola Suzuki non perdona.
  • Manutenzione: Un restauro su queste basi permette di lavorare con una precisione chirurgica. Mi auguro che il risultato finale superi persino gli standard HRC del periodo.

Il Progetto “Ritorno allo Splendore”

Ho già iniziato a radunare i pezzi. Sebbene la ricerca di ricambi originali per una duemila sia talvolta una caccia al tesoro, voglio che nulla sia lasciato al caso. Che si tratti del trattamento dei cilindri o della taratura delle sospensioni, pretendo che il lavoro sia eseguito a regola d’arte.

IL COMMENTO DI PARAKULFIX: Non lasciatevi ingannare dalle dimensioni. Se questa moto avesse la parola, vi direbbe che non ha paura di nessuno. Mi auguro che siate pronti a seguire questa nuova follia meccanica, perché quando inizierò a smontarla, non ci fermeremo finché non sarà perfetta.